La disputa tra Antichi e Moderni


    Il gruppo si propone di indagare il rapporto tra modo di pensare antico e modo di pensare moderno. Spesso nella storia del pensiero gli autori di epoca moderna recuperano termini e argomentazioni tipiche della filosofia antica travisandole, rielaborandole e adattandole alle esigenze scientifiche e culturali della loro epoca. L’ineludibile storicità di qualsiasi prospettiva filosofica costringe il pensatore contemporaneo a non potersi più definire platonico, aristotelico, plotiniano, etc.? In tal caso, si deve quindi riconoscere che la storia del pensiero filosofico segue un andamento progressivo e finalisticamente orientato?

    La disputa tra antichi e moderni affonda le sue radici nel dibattito nato sulla questione durante il Rinascimento italiano prima e con la polemica sollevata dall’Accademica francese sul finire del XVII secolo. Oltre a ripercorrere queste esperienze, il gruppo si propone di indagare la riscoperta novecentesca di temi e soluzioni interpretative antiche opposti alla crisi del pensiero moderno. Considerando le ricerche di autori spesso di origine ebraica come Strauss, Weil, Arendt e Jonas si intende valutare se, cosa e in quale misura gli antichi abbiano ancora da insegnare alla filosofia odierna.